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Il Forum degli Studenti di Ingegneria Aerospaziale della Federico II

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martedì 24 luglio 2007


Salve gente! Dopo settimane di studio intenso parto per una meritata vacanza! Vi lascio con questo filmato d'epoca, combattimenti aerei della Luftwaffe! Buone vacanze a tutti!

giovedì 19 luglio 2007

Battaglie tra farfalle e pipistrelli

Vi propongo questo interessante testo che mi è capitato di leggere mentre sfogliavo l'enciclopedia:

Ben prima che gli uomini riuscissero a inventare i mezzi per combattere le proprie battaglie aeree, esse venivano combattute da farfalle e pipistrelli, con l'uso di organi di senso e strategie di comportamento degni della più raffinata guerra tecnologica a base di apparati di rilevamento ultrasonici, intercettazioni delle informazioni nemiche, complicate tattiche di risposta e controrisposta, emittenti di disturbo e schermature, deterrenti e mascheramenti.
I pipistrelli, dunque, partono "in caccia" col loro sistema di ecosonar, emettendo strida ultrasoniche e orientandosi in base agli echi che esse producono: hanno comunque un udito finissimo. Un primo stratagemma, per le farfalle notturne, è quello del volo silenzioso, senza ronzii e frullii, anche a livello ultrasonico: formidabile problema d'aerodinamica, consistente nell'impedire la formazione di risucchi d'aria, che esse hanno risolto con quella abbondante peluria che ne ricopre il corpo, prolungandosi in frange piumose proprio nei punti più critici delle ali. Una tale soffice copertura costituisce per di più un ottimo schermo coibente acustico, che assorbe e smorza al massimo il segnale di ritorno della sonda fonica dei pipistrelli.
Non farsi sentire dal nemico è bene, sentirlo inoltre arrivare è ancor meglio: nottuidi, geometridi e arctidi, un complesso di 50.000 specie di farfalle sparse un po' per tutto il mondo, hanno apposite orecchie sintonizzate sulle gamme ultrasoniche dei pipistrelli, con cui cominciano a sentirli quando essi sono ancora a una trentina di metri di distanza, quando, cioè il loro ecosonar, che ha una portata media di 6 metri, non ha ancora permesso di localizzare la preda. La farfalla si rende invece conto in anticipo della minaccia e con un'immediata conversione scatta, a velocità attorno a 50 Km orari (mentre quella normale è sui 15-20), su una rotta di fuga perpendicolare a quella del pipistrello. Orbene, se il pipistrello volasse secondo una linea retta esatta, ben di rado riuscirebbe a portare a buon fine i suoi assalti. Ma il suo volo è accidentato, "goffo", o almeno così sembra: il volo vacillante è invece una contromisura, diretta su curve matematiche ben precise, per trarre in inganno la vittima, disorientandone i sistemi di allarme. Così il pipistrello riesce spesso ad arrivare fino ai fatidici 6 m di portata del suo sistema di rilevamento e punteria, e si getta all'inseguimento della farfalla. Ma quando lo speciale orecchio dell'insetto percepisce il sibilo del nemico tanto da vicino, manda ai centri nervosi superiori (il "cervello" della farfalla) un segnale di pericolo assoluto: la risposta è un'immediata chiusura delle ali, per un'ardita "caduta libera", un trucco che lascia a bocca asciutta i pipistrelli più giovani e meno smaliziati; gli altri, i veterani, visto che pure così la farfalla descrive una traiettoria inevitabilmente corrispondente alle relative leggi fisiche, dopo un po' di esperienza o di tentativi, imparano a prevederla e a inseguire e ghermire l'insetto anche mentre precipita verso il suolo.
Le farfalle però hanno risposto anche a questo, dando luogo a più complessi duelli aerei notturni: ve ne sono ce, strette da presso, eseguono la "gran volta" e si lasciano cadere in "spirale stretta"; altre che con audace voltafaccia "cabrano" in direzione dell'assalitore, scavalcandolo e sfuggendogli alle spalle in "zona cieca"; altre poi compiono variazioni e combinazioni di tali figure aviatorie degne di un pilota acrobatico.
Il sogno di ogni intercettore che si rispetti infine l'hanno realizzato le farfalle delle famiglie arctidi, ctenuchidi e del genere Pyrrhactia, che hanno sviluppate su entrambi i lati del corpo delle piastre cornee scanalate, emittenti di ultrasuoni, modulate sullo stesso campo di lunghezze d'onda dei pipistrelli e su una frequenza che provoca in essi delle reazioni repulsive, costringendoli a rinunciare all'aggressione. Dove si vede che in natura vince chi è meglio dotato di adattamenti per la sopravvivenza.

tratto da:
Sergio Angeletti - Enciclopedia dei ragazzi - Rizzoli

domenica 15 luglio 2007

Esame Strutture Aerospaziali I

Un altro po' di tempo libero dedicato a Voi, lettori e studenti; ecco la traccia dello scritto di Strutture I:


è una trave 1 volta iperstatica con un carico costante applicato su tutta la sua lunghezza; l'incastro ha un cedimento angolare anelastico, il pendolo è sottoposto ad una variazione termica uniforme; si chiede:
  • di risolvere la trave con il metodo delle forze, ignorando la deformazione elastica del pendolo
  • di tracciare i diagrammi del momento M e del taglio T
  • di dimensionare la sezione (esprimendo lo spessore ammissibile "delta" in numero intero di mm), ignorando il taglio, supponendo una "sigma" ammissibile di 25daN/mm^2

Lo svolgimento non è descritto, gli altri dati sono via via disponibili durante l'esercizio stesso, scaricabile qui o nella barra a lato:

parte I
parte II

Curiosità: i disegni li ho effettuati poco prima di scrivere il post con CorelDraw 12, utilissimo programma di grafica vettoriale; per sapere di cosa tratta il corso cliccare qui, oppure sul titolo del post

lunedì 9 luglio 2007

La realizzazione di un sogno: il volo!

Come potrete notare dalle foto qui sopra... HO VOLATO! Ho ricevuto il battesimo del volo, un'esperienza unica (perfino Castelvolturno è bella dall'alto, eheh), indescrivibile: ricordo bene le accelerazioni durante le manovre, il ruggito del motore e... i comandi, quando l'istruttore di volo me li ha gentilmente concessi (forse questo non lo posso dire, visto che non sono iscritto al corso, era un voletto panoramico...). Impressionanti le accelerazioni negative: sarà stata l'emozione, il fatto di non esser mai andato sulle montagne russe, ma quando prima si saliva e poi si scendevaaaaAAAAAHHH.... ho provato a non "ancorarmi" al sedile: le mani si alzavano da sole dalle gambe, che strana sensazione, da riprovare!

Non sono molto soddisfatto di come l'ho descritto, sarà che non sono portato, che sono un po' stanco, che ho voglia di volare e non di scribacchiare. Ma ora un po' di informazioni a riguardo: il velivolo è un Tecnam P92, uno splendido ultraleggero (www.tecnam.com), ad ala alta e facile da pilotare, ma soprattutto è quello che mi ha portato suuu!
Il pilota/istruttore si chiama Massimo e sul suo aereo vi è un stemma particolare ed una scritta ancor più particolare: UANEMA - Ultralight Air Team. Non vi dico nemmeno cosa sta a significare, cercate su Internet e vedrete!
Il giorno? Beh era sabato 30 giugno, scrivo oggi che ho superato l'esame di Strutture Aerospaziali I, così pubblico anche il mio esercizio di esame e aggiorno un po' questo blog sempre più trascurato!

Insomma, se avete la possibilità di volare a pochi spiccioli (l'offerta era di soli 15 euro) fatelo, che vogliate godervi il panorama o sbizzarrirvi il vostro istruttore/pilota acrobatico!